di Renata Amoroso
Starnone scrive un romanzo condensato, che si legge tutto d’un fiato e alla fine il fiato te lo toglie. Non stupisce la scelta di farne un film, è un romanzo dalle immagini nitide e accurate. La storia si sviluppa intorno a quattro personaggi. Aldo, il padre, è un uomo che non ci pensa due volte a sfasciare la sua famiglia, molla figli e moglie e se ne va in un’altra città con Lidia, la classica donna che tutte le altre guardano storto perché è troppo perfetta per essere vera. Vanda, la madre, è una donna che si è votata alla famiglia e si è dimenticata di se stessa. Sandro e Anna sono i figli che sopravvivono (per modo di dire) a questo disastro familiare.
“Tutte le famiglie felici si somigliano, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo“, scriveva Tolstoj in Anna Karenina. Forse si sbagliava, perché in realtà nessuna famiglia è felice e l’infelicità è uguale per tutti, cambia la forma, ma non la sostanza. E infatti chiunque può riconoscere se stesso o qualcuno a lui vicino in questi personaggi, proprio perché le famiglie del Mulino Bianco non esistono.
I lacci sono quelli che tengono legati due figli a una padre che li ha lasciati, ma sono anche quelli che avvolgono i personaggi tenendoli saldamente ancorati a una famiglia che deve semplicemente dividersi, ma non ne ha il coraggio.
Acquista ebook > | Acquista libro cartaceo >
Voto Typewriter & Co: 8


Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.