di Renata Amoroso

Jude, Malcolm, JB e Willem sono amici dai tempi del college, vivono a New York e si sostengono l’un l’altro da sempre. In particolare Jude ha un passato traumatico di cui nessuno conosce i dettagli e per questo è il centro delle loro attenzioni e delle loro cure. Il suo presente e il suo futuro sono adombrati dai fantasmi del suo passato, le sue iene, che non lo lasciano mai in pace.

Leggere Una vita come tante non è assolutamente facile. Ci sono giorni in cui si riesce a leggere solo qualche riga, altri giorni in cui è forte l’istinto di buttarlo via e non aprilo mai più, altri ancora in cui si è più predisposti all’abisso che apre. Leggere Una vita come tante significa scendere nel dolore più autentico e risalire in superficie senza essere più gli stessi di prima. Leggere Una vita come tante significa fare un viaggio nell’orrore che una vita può sopportare. In alcuni momenti ho dovuto leggere tutto di corsa, saltando anche alcune frasi o a volte intere parti, come quando durante un film si chiudono gli occhi per non vedere una scena.

All’inizio non riuscivo a capire dove volesse portarmi l’autrice, perché raccontare tante atrocità tutte insieme? É inverosimile che capitino così tante disgrazie a una sola persona. Non riuscivo a capire la ragione di tanto accanimento nei confronti del suo personaggio. Perché non concedergli un lieto fine?

Forse è proprio questo il punto… Perché concedergli un lieto fine? Perché smettere di scendere sempre più in fondo? Forse lo scopo dell’autrice era proprio andare oltre quel fondo che tutti toccano, sprofondare sempre di più fino al punto in cui è impossibile ormai risalire.

Troppo spesso siamo tentati di chiudere il dolore fuori dalle nostre vite barricandoci in castelli fatati e meravigliosi, ma il dolore esiste e questo romanzo ci insegna a non ignorarlo. Non sempre un dolore passa, la maggior parte delle volte si impara a conviverci.

Acquista ebook > | Acquista libro cartaceo >  

Voto Typewriter & Co: 8,5